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Una questione di dinamica

Stefano Domenici on 22 marzo 2015 - 17:49 in Blog, Reviews

Una questione di dinamica 1 AudiogramsSpeechBanana con logo

Una questione di dinamica

 

Ecco come è diminuito il “range dinamico” negli ultimi anni. Ovvero come peggiorare il suono semplicemente aumentando il volume e comprimendo il “range dinamico”

Di Stefano Dominici

 

 Una questione di dinamica

 

La percezione dell’udito dipende da complicati meccanismi fisiologici e psicologici; per questo motivo gli aspetti psicologici sono studiati dalla psicoacustica, il cui compito è quello di stabilire  relazioni tra grandezze acustiche “oggettive” e valutazioni “soggettive” del suono.

Ma come si possono quantificare gli aspetti psicologici sulla percezione dei suoni? Descrivendo i limiti del senso dell’udito in relazione alle caratteristiche fisiche dei segnali acustici; in particolare, le differenze acustiche percepibili dall’orecchio umano, come per esempio la frequenza e l’intensità. Da ciò capiamo che il loudness è una sensazione indotta dalle dimensioni fisiche dello stimolo sonoro. La risposta dell’orecchio umano dimostra che a parità di intensità, aumentando la frequenza, si avverte un aumento di loudness. Ma fate attenzione perchè in questo caso la relazione non è lineare: ad un aumento costante della frequenza, non corrisponde un costante aumento del loudness. Come possiamo vedere dalla figura, al di sotto della frequenza di 1000 Hz la percezione di loudness è piuttosto lineare. Invece per le alte frequenze, la relazione non è più lineare poichè occorre una grossa variazione di frequenza per produrre una variazione di loudness.

 

Una questione di dinamica Percezione del loudness espresso in Phon

Percezione del loudness espresso in Phon.

 

Un altro fattore non trascurabile è rappresentato dalla durata del suono; nello specifico la sensibilità uditiva è alterata per suoni di durata molto inferiore al secondo. La durata minima di percezione di un tono è in funzione alla frequenza del tono stesso. Per durate inferiori ad un secondo, un cambiamento di un ordine di grandezza della stessa durata equivale, dal punto di vista percettivo, ad un cambiamento di intensità di 10 dB. In altre parole, una variazione da 200 ms a 20 ms della durata dello stimolo, riduce il loudness in modo che l’intensità debba essere aumentata di 10 dB per ottenere la stessa sensazione sonora. Generalmente, si suddivide la percezione temporale di un evento sonoro basandosi sulla costante di integrazione dell’orecchio, fissata a 80 ms. I segnali sonori entro questa soglia vanno a caratterizzare volume, colore e timbro mentre, oltre 80 ms, contengono informazioni relative alla posizione del suono nello spazio. Le ripetizioni del segnale diretto, che giungono dopo un tempo superiore alla costante di integrazione, vengono percepite dall’orecchio come eventi distinti; si potrebbe pensare all’effetto eco di un suono in un campo riverberante.

 

 

International Telecommunication Union

Percezione temporale del loudness.

 

 

E’ evidente come il nostro orecchio sia fortemente sensibile ai cambiamenti, ovvero in grado di percepire infinite variazioni dinamiche. Tutte queste variazioni sono informazioni del suono. Infatti nella terminologia musicale, la dinamica è la gestione delle intensità sonore durante un’esecuzione. Diversamente da quanto la parola potrebbe suggerire in relazione al movimento, la dinamica non concerne alcuna caratteristica agogica di un brano musicale. Le indicazioni dinamiche, o segni di espressione, sono gli strumenti del compositore per l’annotazione della dinamica in una partitura per evidenziare gli aspetti stilistici e funzionali della musica, come l’espressività emotiva. La dinamica non indica specifici valori, o livelli assoluti di intensità acustica, dando libertà di interpretazione. Queste annotazioni vengono solitamente indicate nel pentagramma con apposite sigle in carattere corsivo.

 

 

 

 

Annotazioni dinamiche della musica:

 

  • fff (forte fortissimo o fortississimo o fortissimissimo)
  • ff (fortissimo, quindi molto forte)
  • f (forte)
  • mf (mezzo-forte, che sta per moderatamente forte)
  • mp (mezzo-piano, che sta per moderatamente piano)
  • p (piano)
  • pp (pianissimo, quindi molto piano)
  • ppp (piano pianissimo o pianississimo)

 

Abbiamo sicuramente capito che la dinamica è espressione. La dinamica è sopratutto informazione. Il mondo sonoro, come la nostra voce si esprimono con la dinamica. Se pensiamo che l’orientamento nello spazio attraverso l’udito si basa sulle differenze dinamiche dei suoni che ci circondano, un esempio perfetto potrebbe essere quello di un indigeno che sta cacciando nella foresta. In un grande spazio aperto, la possibilità di individuare una preda è quella di localizzare la sua posizione valutandone la distanza. Oltre al senso della vista, questo può avvenire soltanto con un senso dell’udito molto sviluppato, capace di percepire i suoni più deboli e le loro variazioni d’intensità. L’orecchio interno è estremamente importante per l’orientamento spaziale statico e cinetico, grazie al complesso meccanismo dell’organo del Corti e delle strutture ricettive destinate alla percezione acustico-spaziale. La dinamica è probabilmente la caratteristica più importante per l’espressione di un suono nello spazio, che sia musica o rumore ambientale. La dinamica esprime le sfumature, le variazioni, i gradienti, le differenze. Lo stesso indigeno, in una ambientazione moderna, potrebbe tranquillamente percepire il ronzio di un frigorifero a distanze da noi impensabili, per il semplice motivo che noi siamo abituati ad ascoltare livelli di volume molto più alti. E’ solo una questione di dinamica. Questa tabella riporta i valori di livello dinamico, di intensità acustica misurata in Watt/mq, e associa i valori di percezione espressi in Phon e Son.

 

 

 

Una questione di dinamica Relazione tra Livello Dinamico, Intensita¦Ç Acustica, Phon e Son

Relazione tra Livello Dinamico, Intensità Acustica, Phon e Son.

 

 

Negli ultimi anni, tra produttori e tecnici del suono, si è parlato molto dell’importanza della dinamica ma sopratutto della gamma dinamica. Come sappiamo, la musica che ascoltiamo si basa sulla forza emotiva che ci trasmette. Allora possiamo pensare che un’ampia gamma dinamica possa aumentare la capacità espressiva della musica? Assolutamente sì! Il dynamic range è il rapporto tra l’intensità minima e massima per la registrazione di segnali audio, ed è anche lo spazio entro il quale la musica si esprime. Con 0 dB, viene indicato il limite massimo in cui possiamo misurare l’intervallo dinamico. Il limite assoluto è spesso riferito al valore di 0 dBFS, se parliamo di audio digitale. Questo valore è di fondamentale importanza poiché rappresenta il livello massimo della dinamica musicale. Una volta definiti i limiti massimi, in teoria, nessuna registrazione audio dovrebbe superare questo valore. Ciò che rimane a disposizione del compositore acustico o elettronico, è lavorare entro questi valori con lo scopo di catturare tutte le sfumature dinamiche, e registrare fedelmente ogni variazione. Può sembrare un concetto banale, ma ciò che voglio mettere in luce è l’importanza di preservare la dinamica degli strumenti che registriamo e che successivamente andremo a processare. Una semplice regola per ottenere sicuramente la migliore resa emozionale.

 

 

 

Una questione di dinamica Confronto del Dynamic Range

Confronto del Dynamic Range

 

Un comportamento comune di molti produttori contemporanei è legato al fattore psicologico del volume. Bob Katz la definisce Loudness Envy, invidia del volume. La convinzione si basa sul concetto Forte = Migliore. E’ risaputo come, in maniera incondizionata, il cervello tenda ad associare una qualità migliore al volume più alto, o più probabilmente un’esperienza di ascolto con volume elevato è spesso preferita da molti. Non c’è dubbio, ogni persona possiede un proprio gusto personale in termini di volume di ascolto, ma questa rimane pur sempre la decisione di chi sta ascoltando la musica, non di chi la sta producendo. Il volume finale di ascolto non dovrebbe condizionare il musicista che decide di incidere una propria canzone. Eppure questo sembra essere il vero problema, una vera e propria epidemia: l’invidia del volume. Il 90% dei produttori discografici è letteralmente dipendente dal loudness, ossia dal fatto che un brano debba suonare più forte, o  ugualmente forte rispetto ad un altro. E’ uno stereotipo dell’industria della musica, ma sembra aver colpito la maggior parte dei produttori di musica elettronica che si confrontano con i brani in rotazione nelle classifiche delle radio. La qualità sonora, la qualità della composizione, la qualità d’esecuzione e altri aspetti della musica, diventano secondari: tutto é in funzione della quantità di volume. Il volume è diventato oggetto di desiderio, facendoci credere che urlare più forte sia la chiave del successo per essere notati dalle etichette discografiche.

 

 

 

Una questione di dinamica Louder is better

Louder is better

 

Per fortuna c’è chi la pensa diversamente, non sono molti, ma sono sicuramente persone consapevoli dell’arma a doppio taglio del loudness. E’ un argomento immenso e avremo modo di approfondire i comportamenti dell’uomo in relazione con il suono. Una persona che voglio menzionare, in quanto esperto e professionista dell’argomento, è Ian Shepherd. Lo potrei definire un’attivista socio-musicale, poichè da parecchi anni si batte a favore della gamma dinamica, organizzando regolarmente un evento annuale e la premiazione di un disco. Non è semplicemente uno dei tanti eventi awards della musica, il vincitore viene premiato per l’ampia gamma dinamica presente nei brani del disco. L’iniziativa ha lo scopo di ricevere, da tutti i partecipanti, un brano con range dinamico DR10, dimostrando che è possibile fare musica con grande estensione dinamica. DR10 significa che il livello medio di volume (dB RMS) deve essere compreso tra i valori di -12 dB e -8 dB. Soltanto in questo modo il brano potrà essere definito e riconosciuto come produzione con gamma dinamica accettabile per partecipare al concorso. In realtà l’importante non è vincere, anche se ci sono in palio utili premi come strumenti e attrezzatura musicale; l’obbiettivo è supportare la causa e decidere consapevolmente di produrre musica di grande qualità dinamica. Se volete mettervi alla prova, il prossimo venerdi 27 marzo 2015 è il Dynamic Range Day, per partecipare e scoprire di più su questo progetto, consultate il sito web www.dynamicrangeday.co/uk

 

 

 

Una questione di dinamica Dynamic range dayDynamic Range Day

 

 

 

 

 

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