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Negli Usa chiude l’ultima fabbrica di Compact Disc

Massimo Piantini on 2 marzo 2018 - 15:27 in Blog

 

Negli Usa chiude l’ultima fabbrica di Compact Disc

 

 

Articolo de LA STAMPA

 

L’impianto di Terre Haute, nell’Indiana, vittima della musica digitale ma anche del ritorno del disco in vinile

Pubblicato il 14/02/2018

ANTONIO DINI

Con 375 lettere di licenziamento si chiude un’epoca negli Stati Uniti. Sony infatti ha deciso di fermare le macchine nella sua fabbrica di Compact disc audio, lo storico impianto di Terre Haute nell’Indiana, chiudendo di fatto il primo e l’ultimo impianto per la produzione di Cd nel continente nordamericano. Resteranno gli ultimi trecento dipendenti per tenere aperta solo la parte che produce Blue-Ray soprattutto per la Playstation e mini dischi UHD-100 per gli impianti di proiezione……  

I cd sono alla fine della loro storia trentennale: ci mancheranno? Solo un po’

 

Vedi articolo completo su LA STAMPA

 

 

Le considerazioni di HiFI Time Review sulla tecnica del CD

 

La notizia in vero non stata una sorpresa.

Da sinistra: Bruno Fazzini – Massimo Piantini – Giulio Salvioni – Giancarlo Valletta

 

Da tempo è noto, ormai che il CD sia superato come contenitore per l’archiviazione di registrazioni audio.

La quasi totalità delle registrazioni avvengono in Hard Disk Recording, con una frequenza di campionamento, minimo 96KHz-24Bit, fino a 192KHz-24Bit. La frequenza di campionamento necessaria per produrre il cd è 44,1KHZ-16bit (vedi direttive RED BOOK).

Date queste caratteristiche tecniche, non si capisce perché dovremmo tornare a prestazioni inferiori utilizzando il CD come magazzino dati, considerando inoltre un uso più scomodo e limitante di questo mezzo.

 

 

 

 

Pertanto non stupisce che le vendite dei CD siano ridotte drasticamente come riporta l’articolo.

Per approfondire questo argomento, inseriamo il video, già pubblicato su altro sito, della serata passata al Parco della Musica-Roma, quali ospiti nell’ambito dell’iniziativa promossa da AUDIOGAMMA “Lezioni di Ascolto”

 

Quella serata verteva sul tema “Vinile vs. CD, leggenda o realtà?”. Insieme a Giulio Salvioni, apprezzato e competente giornalista del nostro settore, abbiamo affrontato l’evolversi nel tempo, dei supporti di immagazzinamento del messaggio musicale.

 

Durante la serata è stato chiarito che ogni epoca, in funzione delle tecnologie disponibili al momento, ha prodotto supporti di archiviazione validissimi per l’epoca in cui sono stati prodotti. È anche apparso altrettanto chiaro, che con il passare del tempo e il miglioramento delle tecnologie, questi supporti non risultavano più idonei.

Questo è appunto quello che è avvenuto con il CD, la tecnologia è andata avanti e ha reso obsoleto questo supporto.

Buona visione.

Massimo Piantini
Bruno Fazzini

 

 Il video
 

 

Link di approfondimento

 

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