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Multicanale – Articoli e Opinioni

Massimo Piantini on 28 agosto 2018 - 10:10 in Blog

 

Multicanale –Articoli e Opinioni

Le opinioni di esperti e di addetti ai lavori sul multicanale e sulle sue applicazioni

 

 


 

https://www.facebook.com/groups/338130976387395/permalink/814537248746763/

Marco Cicogna scrive.

Musica e multicanale. Torno da un bel concerto all’auditorium. Il coro di Santa Cecilia e la Banda della Polizia di Stato hanno fatto faville. L’ascolto mi fa venire alla mente quanto avevo scritto qualche tempo fa.

Dai primi ascolti ormai quasi 20 anni fa in dts, passando per DVD Audio, SACD e poi Blu Ray (audio e video) molti appassionati che hanno esperienza di ascolto di musica dal vivo si sono accorti che il coinvolgimento offerto da una catena 5.0 (o 5.1 se preferite) è forte e deciso. Qui non si tratta di parlare di alta fedeltà in senso stretto. Siamo su un terreno diverso da quello magari un po’ noioso affrontato da certi intransigenti nello loro tirate senza fine e discussioni spesso musicalmente sterili che possiamo leggere sui forum.

  

Il “coinvolgimento” in questo senso va visto come attitudine ad avvicinarsi alla sensazione della realtà sonora.

Se dal vivo è ben chiaro che il suono è “tutto attorno a te”, meno chiaro è catapultare tale banale concetto nella riproduzione audio. Eppure gli appassionati del cinema da decenni apprezzano il senso di realismo offerto dal multicanale. Anzi, tramontata l’artificiosa emozione del video “3D”, ancora una volta la sensazione di realismo, di presenza scenica e di coinvolgimento all’azione è offerta dal suono prima ancora che dalle immagini. Per concludere senza annoiarvi mio permetto di ricordare come il senso responsabile dell’equilibrio è l’udito, non la vista. Non c’è bisogno di andare alla Filarmonica di Berlino o crogiolarsi nello smalto dorato del Muikverein di Vienna per farsi un’idea rappresentativa della realtà musicale. Basta ascoltare una banda di paese, oppure il pianoforte a casa di un amico.

Ci avete fatto caso come la musica vera sia in ogni circostanza piena, corposa ed avvolgente? Possibile che il colpevole di una riproduzione sonora anemica e poco coinvolgente sia sempre la qualità della registrazione? Mi viene da pensare che non sia cosi. Fate un salto qualche volta all’auditorium di Roma. Al prezzo di una pizza ascoltate l’orchestra di Santa Cecilia, una formazione di alto profilo che potrete gustarvi in un programma di vostro gradimento. E scoprire che la Musica è davvero attorno a voi e non focalizzata nelle sorgenti virtuali puntiformi cui ci ha costretti la stereofonia.

MC

 


 

Questo lo scritto di Marco Cicogna sul suo profilo Facebook:

 Musica in Multicanale, il piacere negato.

https://www.facebook.com/groups/1615189678695747/permalink/2039974656217245/

https://www.facebook.com/groups/338130976387395/permalink/799984396868715/

 

La Quinta di Shostakovich a Roma nei prossimi giorni con l’Orchestra di Santa Cecilia offre la preziosa occasione per immergersi nel suono avvolgente e dinamico della grande orchestra. 
Diciamolo chiaramente: tranne pochi “illuminati”, la maggior parte degli audiofili ha snobbato l’ascolto di musica in multicanale. Pochissimi hanno avuto modo di ascoltare al meglio qualcuna delle tante incisioni oggi disponibili in questo formato. E non che per questo occorra necessariamente un sistema particolarmente costoso.

 

Grande orchestra al completo in una sala progettata per il miglior ascolto possibile, affinché tutti i presenti possano godere, anche se in misura diversa, delle informazioni ambiente.

 

Come può la stretta finestra dello stereo offrire tutto questo?

E’ semmai un paradosso che l’ascolto a 5.1 (o più) avvenga quasi esclusivamente nell’ambito di impianti spesso economici di stampo home theatre.

 Si pensa al surround, si pensa agli effetti speciali, si immagina che tutto che abbia qualcosa in più dei canonici due canali sia una “moderna diavoleria”, un feticcio da condannare o, al più, da ignorare.

 La realtà musicale non è a due canali, ma il complesso campo sonoro (ad esempio) di un’orchestra (ma più in generale di qualunque evento sonoro), ti avvolge. Tra pochi giorni all’auditorium di Roma, con l’orchestra di Santa Cecilia ascolteremo la Quinta di Shostakovich.

 Fateci un salto (concerto venerdì, sabato e domenica). Chiudete gli occhi e ascoltate. La stereofonia vi offre tutto questo? 

 Abbiamo spesso incontrato sistemi HT di alto rango che suonano musica in modo coinvolgente, più godibile e prospetticamente realistico di un sistema stereo con componenti di pari livello.

 


 

Una delle più calzanti affermazioni di Marco Cicogna è, secondo me, la seguente:

Ci avete fatto caso come la musica vera sia in ogni circostanza piena, corposa ed avvolgente? Possibile che il colpevole di una riproduzione sonora anemica e poco coinvolgente sia sempre la qualità della registrazione? Mi viene da pensare che non sia cosi.

Fate un salto qualche volta all’auditorium di Roma. Al prezzo di una pizza ascoltate l’orchestra di Santa Cecilia, una formazione di alto profilo che potrete gustarvi in un programma di vostro gradimento. E scoprire che la Musica è davvero attorno a voi e non focalizzata nelle sorgenti virtuali puntiformi cui ci ha costretti la stereofonia”.

 

 


 

https://www.facebook.com/groups/338130976387395/permalink/905513352982485/

Autore Marco Cicogna

Se mi chiedete quale sia il “suono” che l’impianto stereo anche di gran pregio non è in grado di riprodurre la risposta potrebbe sorprendervi. E’ il “non suono”, ovvero la mera sensazione di spazio che si ha, ad esempio, trovandosi all’interno di una sala da concerto prima ancora che ci sia qualcuno a suonare. I minuti prima del concerto non parlano di timbro, di dinamica o di risposta in frequenza. Semplicemente vi raccontano dello spazio acustico, della sensazione di aria attorno a voi. E’ il semplice rumore di fondo della sala che vi offre la sensazione dello spazio acustico, collocando l’ascoltatore in un ambiente reale e non virtuale. Qui lo stereo trova il suo limite inevitabile. Qui la riproduzione in multicanale offre (può offrire, se ben realizzata) una marcia in più. Del resto se proprio l’esigenza di offrire al pubblico del cinema un maggior senso di coinvolgimento ha portato al multicanale, vuol dire che almeno in quell’ambito (quello del cinema intendo) si è capito bene già 20 anni fa che la realtà sonora non si riproduce con due soli altoparlanti, per quanto di buona qualità.

Ma l’audiofilo se ne frega della realtà sonora.

Quei pochi impianti audio multicanale che ha avuto modo di ascoltare erano quasi sempre affidati ad amplificazioni asfittiche e diffusori trapananti. OK per gli effetti speciali del cinema.

Poi sono arrivati i SACD, la maggior parte dei quali in multicanale. L’audiofilo più avveduto ha colto quanto c’era di buono da cogliere, ma il gioco dei componenti, degli abbinamenti, dei cavi e degli orpelli, il tweaking, la squacking ed il fine tuning si giocano con prodotti audio quasi esclusivamente due canali. In fondo quanti sono gli audiofili che davvero vogliono ricreare in casa le emozioni di un concerto alla Philharmonie di Berlino (o all’auditorium di Roma con la nostra eccellente orchestra di Santa Cecilia)? Quasi sempre sono gli album rock degli anni Settanta a girare nell’impianto, dove timbrica e ambiente naturale non c’entrano nulla

 


 

Stereo Plus System, il multicanale a partire da un segnale stereo. Tutto l’archivio di casa 2 canali, analogico o digitale, si converte in Multicanale.

 AUDIO REVIEW n.389 Luglio 2017

Di seguito quanto scritto Giulio Salvioni, redattore di Audio Review, sui risultati dello Stereo Plus nel suo ambiente:

 

 Read more

 http://www.bluemoonaudiotechnology.com/it/audio-review-prova-stereo-plus-system-ecco-come-suona/

Nelle nostre dimostrazioni di musica in multicanale sin dai tempi del Top Audio non è stato difficile far cogliere ai molti partecipanti la bellezza del suono di una grande orchestra. 

Un sistema 5.0 ben realizzato è in grado di soddisfare le esigenze non soltanto dell’audiofilo appassionato, ma della famiglia intera, nei suoi risvolti anche di entertainment cinematografico.

 

Mauro Neri e Giulio Salvioni tarano il microfono per le misurazioni dello Stereo Plus nella sala d’ascolto di quest’ultimo. Fanno bella mostra 3 dei 5 diffusori Blue Moon mod. Wall 2 (manca un laterale e il centrale, oltre ai due frontali Franco Serblin mod. Ktema deputati allo Stereo).

 

Il risultato è un senso di potenza e concretezza nella gamma bassa e medio-bassa, una trasparente porzione in gamma media e medio-alta, senso di presenza nella sala dove sin svolge l’evento sonoro piuttosto che da una “finestra”.

Notevole anche la concreta presenza nelle prime ottave, mentre percussioni “difficili” come i timpani orchestrali divengono più tangibili, emergono dalla materia sonora, con una solidità del medio-basso decisamente realistica. 

Per non parlare dalla stabilità del fronte sonoro, grazie al canale centrale che realizza una scena godibile non solo nel “punto magico” della sala. 
In musica i tanti SACD disponibili fanno esprimere una grande orchestra dalle dimensioni che prescindono i limiti fisici della mia sala. Ma ci sono anche tanti video musicali in Blu Ray, con audio in DTS Master Audio.
 

Poi c’è il mondo delle tracce (esclusivamente) audio in DSD. Date uno sguardo al sito di Native DSD e avrete di che divertirvi.

Questi i risultati delle misurazioni sullo Stereo Plus.

I grafici mostrano una risposta ottimale anche inserendo i 5 diffusori in ambiente, a dimostrazione della perfetta integrazione con i due diffusori adoperati per la riproduzione Stereo.    

 


 

 

https://www.musicaememoria.com/stereofonia_e_multicanale.htm

 

MUSICA E MEMORIA – Luglio 2013

Stereofonia versus multicanale

 

Perché più canali?

Le cose cambiano rispetto all’esempio precedente di stereofonia pura se si vuole riprodurre in casa un evento musicale avvenuto in un ambiente totalmente diverso, per esempio in una chiesa o in una sala da concerto. In questo caso diventa obbligatorio recuperare anche parte del suono riflesso dalle pareti laterali e posteriori, con altri microfoni direttivi, e miscelarli opportunamente sui due canali, con un ritardo calcolato, per ricostruire parte dell’effetto ambiente originale.

Operazione complessa, che coinvolge elementi fuori dal controllo del tecnico del suono, come l’ambiente di ascolto dell’acquirente del disco, e’ evidente che a qualcuno sia venuto in mente di mettere semplicemente altre due casse ai lati o alle spalle dell’ascoltatore per riprodurre i suoni riflessi catturati dai microfoni posteriori.
Questo era il principio alla base della quadrifonia degli anni ’70, che usava appunto quattro diffusori. Avendo ora a disposizione con l’HT ben cinque diffusori (si e’ aggiunto un canale centrale per rafforzare il parlato dei protagonisti in primo piano) o addirittura sette, e’ logico che a qualcuno sia venuta adesso l’idea di riesumare la riproduzione multicanale.….leggi tutto

L’obiettivo: l’evento musicale

Per rispondere però alla domanda “c’è differenza? è una differenza sensibile?” bisogna prima definire in modo meno indeterminato l’evento musicale che vogliamo riprodurre.

Tanto per cominciare il realismo e’ un obiettivo perseguibile solo se si parte da registrazioni dal vivo, simultanee, di strumenti acustici o elettrici amplificati. L’obiettivo e’ ricreare l’ascolto come se si fosse davanti al gruppo che suona. In tutti gli altri casi la trasposizione degli strumenti sulle tracce (2, 5 o 7 che siano) e’ invece effettuata in modo più o meno arbitrario dal tecnico del suono, che inventa un palcoscenico virtuale e lo trasporta su disco.
Nel primo caso (riproduzione realistica) la stereofonia consente già risultati eccezionali, se si cura a dovere l’impianto. Il multicanale consente risultati superiori?…. leggi tutto

Multicanale In pratica

In estrema sintesi il multicanale odierno prevede la registrazione e memorizzazione sul supporto digitale (SACD, DVD-Audio) di 5 canali (solitamente) rispettivamente anteriore destro, anteriore centrale, anteriore sinistro, laterale destro, laterale sinistro. Esistono anche varianti a 6 canali (con un posteriore centrale) e a 7 (con due posteriori aggiunti). Il “+1” sarebbe il subwoofer, quindi non un altro canale, ma un diffusore specializzato per le note basse, tipicamente sotto ai 60-70Hz…..leggi tutto

I concerti in DVD

Nella sezione precedente parlavamo del multicanale puro audio, da non confondere con l’ascolto di eventi musicali (concerti dal vivo di musica classica o rock, riprese di musica suonata in studio) mediante l’impianto HT. In questo caso mediante un normale DVD si vedono le immagini e si ascolta il sonoro mediante i 5+1 (o 6+1, o 7+1) canali audio.

Rispetto al multicanale audio la qualità può essere inferiore a causa della necessità di compressione dei canali audio, che devono convivere con il segnale video, almeno allo stadio attuale di sviluppo dello standard DVD (8,5 GB in double layer e 9,3 in dual layer). Con il Blu-ray Disc, che arriva a 14 GB invece la necessità della compressione non c’è e si può godere di un audio non compresso……leggi tutto

A chi interessa il multicanale audio?

In sintesi: a chi può interessare il multicanale solo audio? Gli appassionati di musica acustica (classica, jazz, folk) sono anche i più refrattari al consumismo fine a se stesso, e i più affezionati alle loro fornite discoteche (piene di registrazioni che non saranno mai un reale multicanale, ma, al massimo, un multicanale reinventato con interventi in post-produzione, e spesso anche in vinile)…… leggi tutto

Il successo del multicanale

Resta un’ultima domanda: avrà mai successo il multicanale, diventerà il nuovo standard? Costringerà volenti o nolenti i fruitori di musica ad abbandonare lo stereo (come e’ avvenuto con il CD a spese dell’LP)?

Abbiamo assistito dal 2000 in poi a un tentativo, non molto convinto, di imporre al mercato come successore del CD il Super Audio CD o il DVD-Audio. La possibilità di supportare il multicanale doveva essere il maggiore plus dei nuovi standard in alta definizione……leggi tutto

© Alberto Truffi – Musica & Memoria – Novembre 2003 – Maggio 2005 – Maggio 2008 (Riferimenti ai nuovi standard) – Luglio 2010 (aggiornamento della pagina in linea con le novità tecnologiche) – Luglio 2013 (Aggiornamento della pagina alla situazione di mercato)

 


 

https://www.emanueleferrante.it/articolo/Audio-multicanale-tra-passato-e-presente/48.htm

Audio Multicanale: Tra Passato E Presente. Autore Emanuele Ferrante  8 novembre 2008

 

Sul retro delle copertine di cd audio,vecchi VHS,film in dvd,lettori e amplificatori ci troviamo diversi simboli che fanno riferimenti a sistemi audio…iniziamo a fare un poi di chiarezza. L’Audio è l’informazione elettronica rappresentante il suono,flusso che scorre all’interno di apparecchiature elettroniche sotto forma di corrente elettrica per essere elaborato.La prima tecnica di riproduzione sviluppata è stata la MONOFONIA,la più semplice e anche quella che offre le prestazioni minori. Nella monofonia è presente un unico…..leggi tutto  

Dopo la stereofonia,

prima nel cinema, sempre alla ricerca di migliorie al fine di attrarre un maggior numero di spettatori, poi nella discografia, non altrettanto interessata in quanto tecniche di riproduzione del suono più complesse implicano per gli acquirenti maggiori spese in apparecchiature di riproduzione del suono, nascono nuove tecniche di riproduzione del suono sempre con il fine di conferire al suono maggiore spazialità e quindi maggiore realismo…..Nasce l’audio multicanale. Il primo film a impiegare questa tecnica fu il mitico Star Wars di George Lucas nell’anno 1977….leggi tutto

Il sistema è composto da un amplificatore audio e un processore (integrato o esterno) in grado di decodificare le tracce registrate in Dolby Surround.5 casse di cui il subwoofer opzionale cosi composto:
– 1 canale “Centrale” dedicato ai dialoghi da posizionare al centro dello spettatore
– 2 canali “Stereo” dx e sx
– 2 canali “Surround” monofonici(riproducono il medesimo suono)

Caratteristiche DPL

I diffusori vanno collegati a un decoder/amplificatore in grado di convertire l’audio contenuto nel “software” recante il marchio “Dolby pro logic”.Esso può essere un videogame,un film in dvd,un divx,una trasmissione televisiva..
Perchè si parla di decoder audio?La risposta è che in fase di registrazione/realizzazione viene applicata una particolare tecnologia audio chiamata codifica matriciale in cui 4 canali (dx, sx, c e surround mono) sono miscelati in un semplice segnale stereo……leggi tutto

Il sistema è composto da un amplificatore audio e un DSP integrato

in grado di decodificare le informazioni audio digitali presenti su DVD e Videogiochi.5 casse di cui il subwoofer necessario:
– 1 canale “Centrale” dedicato ai dialoghi da posizionare al centro dello spettatore
– 2 canali “Stereo” dx e sx
– 2 canali “Surround” stereofonici dx e sx 
La risposta in frequenza è di 3-20000 Hz, cioè l’intero spettro udibile, sia per i canali principali che per quelli di surround, contro i 100-7000 Hz del canale surround del ProLogic

Caratteristiche DD

In fase di registrazione/realizzazione viene usato l’algoritmo di codifica AC-3 DD,essso è definito “lossy”(vedi note sotto), ovvero in cui la codifica audio avviene con perdita di informazioni.Il sistema prende in input segnali audio digitali PCM(48.000 Hz di frequenza di campionamento e 16 bit di risoluzione;per intenderci quello dei CD-AUDIO). leggi tutto      

 

Note:Il “lossy” e il DD in ambiente consumer

Categoria di compressioni che utilizzando metodi di analisi di tipo “psicoacustico”.(MP3 Docet).L’idea è che la risoluzione effettiva con cui l’apparato uditivo umano è in grado di percepire uno o più suoni, varia dinamicamente con il contenuto del segnale (musicale) composto. Un tono perfettamente udibile , può essere completamente “inudibile” se mascherato da un tono vicino, magari di intensità superiore. In tal senso l’algoritmo di compressione leva le informazioni che non udiamo riducendone lo spazio occupato dall’ informazione originale…..leggi tutto

 8 novembre 2008

 


 

Per aiutare la chiarezza, ricapitoliamo brevemente i tre standard per la riproduzione audio:

 
Stereo. Il segnale è veicolato in 2 sole tracce destra e sinistra. L’emissione in ambiente è affidata a solo due diffusori frontali che hanno i compito di riprodurre l’intero messaggio audio. I limiti di questo sistema è la riproduzione delle informazioni ambienza, ben lontane da quanti si ascolta durante un evento live.

 

Multicanale 5.0 – 5.1 e oltre. Normalmente codificati in DTS e Dolby, in tutte le varianti fino ad oggi introdotte, ricrea in modo molto più reale l’ambienza e lo spazio della ripresa originale. Con 5 o più diffusori dislocati nella sala di ascolto a cui arrivano segnali già definiti in sede di mixing, si approssima in maniera importante, lo spazio che circondava l’evelto originale durante la registrazione.

Per poter usare questo sistema, ovviamente bisogna possedere dell’opposito materiale registrato e codificato in questa modalità.
 
Lo Stereo Plus a partire da un segnale audio e Audio/Video stereo, attraverso un processore, divide questo segnale in 6 canali, ognuno diversamente regolato in funzione della sala di ascolto.

In uscita questi segnali vengono poi veicolati ad altrettanti diffusori ambienza, per permettere di ricreare in sala di ascolto, uno spazio credibile e simile a quella dell’evento originale registrato.

In definitiva, lo Stereo Plus come il multicanale tradizionale, aggiunge alla riproduzione stereo lo spazio della sala di registrazione che il solo segnale a 2 canali non è in grado di ricreare. Pertanto, partendo da un semplice segnale stereo, sia analogico che digitale, trasforma in multicanale tutto l’archivio audio e audio/video che possediamo nello nostre case.

 

 

 

 

 

Link di approfondimento HiFi Time Review

Multicanale – Questo sconosciuto – Raccolta di notizie utili per tutti

Multicanale 1° – Perché è la sola strada per la Musica Live

Multicanale 2° – Come superare i limiti del Multicanale tradizionale

Multicanale 3° – Marco Cicogna, “La Mosca Bianca”

Multicanale 4° – Le codifiche

 

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