logo Hi Fi Time

/ Blog / Dynamic music sounds better

Dynamic music sounds better

Stefano Domenici on 9 agosto 2015 - 23:21 in Blog, Reviews

loudness warDynamic music sounds better

Di Stefano Dominici

Cosa è successo alla musica negli ultimi 30 anni? La risposta è Guerra del Volume.

See More…

 

 Dynamic music sounds better

 

Cosa è successo alla musica negli ultimi 30 anni?

Dynamic music sounds better. La risposta è Guerra del Volume. La possiamo definire come la corsa agli armamenti dell’industria discografica e la strategia di produrre musica con volume sempre più alto. Un bombardamento sonoro in corso ormai da troppi anni. Una guerra che coinvolge tutti quanti, dove artisti ed etichette sentono il bisogno di alzare il volume delle canzoni per renderle più competitive. URLA E TUTTI TI SENTIRANNO! Un falso mito che sembra aver guadagnato credibilità da parte della maggioranza dei musicisti contemporanei in cerca di successo. Il trucco si svela facilmente; come sappiamo le sollecitazioni sonore con ampiezza maggiore stimolano l’interesse rispetto ai segnali più deboli, innescando la convinzione: Louder is better. E’ proprio su questo aspetto che l’industria musicale ha sempre cercato di capitalizzare, sfruttando l’evoluzione tecnologica degli strumenti di produzione. Già nei primi anni 60 le case discografiche si accorgono che con i jukebox, quando le canzoni suonano più forte, attirano l’attenzione dell’ascoltatore. La prima etichetta che sperimenta questa strategia è Motown Records con una tecnica di mastering chiamata loud and clear. Durante gli anni 90 il volume diventa oggetto di concorrenza e con il passaggio da vinile a Compact Disc, il fenomeno si diffonde sotto il nome di Loudness War. La mancanza di espressività della musica moderna è uno degli argomenti più discussi; l’eccessiva compressione dinamica è sicuramente la causa, questo perchè il 90% dei produttori è letteralmente dipendente dal loudness, ossia dal fatto che un brano debba suonare più forte o almeno ugualmente forte rispetto ad un altro.

 

 

 

confronto della dinamica di due brani

confronto della dinamica di due brani

 

Dynamic music sounds better

Per fortuna c’è qualcuno che sta provando ad estinguere questa mentalità e noi siamo sicuramente  orgogliosi di parlarne. Il 27 Marzo 2015 è stata celebrata una giornata a favore della gamma dinamica, con lo scopo di alimentare un nuovo pensiero propositivo: Dynamic music sounds better. Un’iniziativa che, dal 2010, si svolge ogni anno sotto il nome Dynamic Range Day. L’intenzione è dimostrare che l’eccessiva compressione dinamica riduce la differenza tra picco massimo e livello RMS, riduce il contrasto tra segnali forti e deboli, riduce la gamma dinamica della forma d’onda, insomma riduce la carica espressiva della musica. Il messaggio è che non bisogna competere nella Guerra del Volume; nel 21° secolo il nuovo obbiettivo della musica non deve essere “più forte” ma “più dinamico”. Con questo spirito sono stati organizzati diversi concorsi rivolti a chiunque voglia dimostrare che la dinamica è sinonimo di qualità nella musica moderna. Per prendere parte in maniera attiva a questo progetto bisogna accettare la sfida: mantenere almeno 10 dB di dinamica (DR10) nelle produzioni musicali. Il valore DR10 rappresenta il livello ottimale di percezione del loudness (sweet spot) e garantisce il miglior compromesso tra qualità e volume. Sembra un’idea molto semplice, e in realtà lo è, ma ancora troppe poche persone non sentono la necessità di mantenere questo standard di produzione. Il concetto invece è chiaro, genuino, positivo e non ci sono fregature: la musica con ampia gamma dinamica suona meglio di quella iper-compressa. Provate voi stessi ad ascoltare un album moderno (prodotto negli ultimi 10 anni) in confronto ad un album molto meno recente. Scegliete il vostro artista o album preferito, e se avete la possibilità, paragonate la versione originale rispetto quella re-master di una stessa canzone. Notate qualche differenza? Beh.. Ora sono sicuro che avete capito che cosa è successo alla musica negli ultimi 30 anni.

 

 

 

confronto di mastering dello stesso brano

confronto di mastering dello stesso brano

 

Riconoscere una canzone iper-compressa

E’ piuttosto semplice; scarsa variazione del livello RMS, fattore di cresta limitato (crest factor), distorsione digitale (clipping), e non meno importante fatica di ascolto. L’assenza di variazione dinamica rende la musica meno espressiva, perciò un’ascoltatore sarà facilmente affaticato nell’ascolto di musica troppo compressa. Ma allora come si può controllare la gamma dinamica ed evitare che la nostra musica provochi fatica d’ascolto? Utilizzando uno dei tanti strumenti di analisi della dinamica come per esempio il TT Dynamic Range Meter, un prezioso tool di mixing e mastering per il monitoraggio della dinamica. La percezione del loudness è un fattore molto importante quando si lavora per prodotti musicali che verranno poi trasmessi in radio, venduti su supporti digitali e analogici, o ascoltati attraverso Spotify, i-Tunes e You Tube. Questo meter offre un riscontro chiaro e utile per determinare la gamma dinamica ed è appositamente progettato per giudicare l’effettiva percezione di volume. E’ quindi possibile capire a colpo d’occhio quanto forte sta suonando il brano per decidere a quale livello esportare il nostro mix. Quando parliamo di mastering, ovvero di finalizzazione di una traccia audio, il valore DR10 è stato considerato il miglior rapporto di gamma dinamica per la maggior parte dei generi musicali. La musica elettronica potrebbe avere un DR8 considerando che viene prodotta attraverso sintetizzatori e drum machine che hanno per natura un’escursione dinamica minore rispetto agli strumenti acustici. Infatti, la musica classica e il Jazz, che si basano sulle differenze dinamiche-espressive, possono avere un DR14 o DR20 per garantire la massima fedeltà della variazione dinamica durante la riproduzione.

 

 

valutazione del dynamic range

valutazione del dynamic range

 

 

TT Dynamic Range Meter 

Il TT Dynamic Range Meter è prodotto da Pleasurize Music Foundation, disponibile in versione off-line che genera una misurazione globale di un file audio o in versione real-time plugin per Mac e PC. La versione real-time mostra la differenza tra livello di picco e RMS per canale destro e sinistro ed evidenzia il dynamic range con la sigla DR. Il termine dynamic range potrebbe non essere appropriato visto che effettivamente lo strumento misura il fattore di cresta ovvero la differenza tra livello di picco e RMS. In ogni caso è uno strumento molto utile per dare un’idea chiara di quanta compressione stiamo applicando nel momento in cui lavoriamo con processori di dinamica. La vera sfida è mantenere la dinamica della musica; perciò utilizzare questo strumento significa acquisire coscienza. Significa anche decidere a quale volume le canzoni devono suonare, senza farsi influenzare dalla tendenze o pessime abitudini. Lo scopo del Dynamic Range Day è quello di mettere in pratica una filosofia e mostrare alle persone le risorse disponibili per resistere nella Guerra del Volume. Ogni anno, durante il Dynamic Range Day, viene premiato un album che rappresenta un buon modello di produzione discografica. Nel 2014 il vincitore è stato “Random Access Memories” by Daft Punk. E’ senza dubbio uno degli album più venduti dell’anno ma anche uno dei più dinamici! Questo dimostra che per arrivare in vetta alla classifica non bisogna necessariamente fare musica compressa. Abbiamo voluto rendere omaggio al Dynamic Range Day perchè rappresenta una grande fonte di contro-informazione e di sana competizione basata la qualità della musica.

 

 

come leggere il dynamic range

come leggere il dynamic range

 

 

Per concludere

Per concludere vogliamo menzionare l’associazione no-profit Turn Me Up! Che sta lavorando ad una campagna di sensibilizzazione sul fenomeno Loudness War e promuovere la musica con ampia gamma dinamica. La proposta è una certificazione di qualità che consente ad un brano o un album, di mostrare sulla copertina del CD l’effettiva gamma dinamica. L’obbiettivo è supportare la musica dinamica ed informare il consumatore. Secondo Turn Me Up! ci sono due tipologie di persone: quelle che possono sentire gli effetti della musica iper-compressa, e quelli che non sentono alcuna differenza. Nella figura qui sotto vengono suddivisi in due schieramenti, che abbiamo chiamato Yin e Yang della Loudness War. Da quanto ne consegue, il risultato sembra mostrare in maniera evidente che la maggioranza delle persone non ama gli effetti della compressione; vediamo in che modo.

 

 

Yin e Yang della Loudness War

Yin e Yang della Loudness War

 

A: Non sente alcuna differenza (la maggioranza)

 

B: Diventa consapevole (in aumento ogni giorno)

 

C: Avverte la differenza (di conseguenza acquista meno musica)

 

D: Avverte la differenza e crede che sia un bene (dipendenti dal loudness)

 

Dynamic music sounds better

 

Nel gruppo A sono identificate le persone che non si preoccupano del problema della compressione, o che probabilmente non riescono a sentire i suoi effetti. Ciò nonostante è emerso che inconsciamente, le stesse persone preferiscono ascoltare musica a livelli di volume contenuti. Non esiste nessuna prova statistica circa le dimensioni di questo gruppo, ma può essere sicuramente considerato molto più grande della sua controparte. Il gruppo B rappresenta un insieme molto più piccolo di persone, che inizialmente appartengono al gruppo A, ma che acquisendo consapevolezza, si muovono verso il gruppo C. La categoria di persone che avvertono la differenza e che non apprezzano l’effetto della compressione, costituiscono il gruppo C, in cui possiamo identificare le 22.000 persone che hanno firmato una petizione per richiedere una nuova versione dell’album “Death Magnetic” dei Metallica. Nel gruppo D ci sono le persone che riconoscono l’effetto della compressione e pensano che sia un vantaggio per la musica. E’ sicuramente un gruppo molto ristretto, in cui potremmo includere il batterista dei Metallica, noto per la sua convinzione che fare musica iper-compressa è una scelta di vita. Per questo motivo la stragrande maggioranza delle persone (gruppi A , B e C) non sentono il bisogno di musica compressa, o addirittura pensano che suoni peggio. E voi da che parte state?

 

In questo video viene raccontato in breve cosa sta succedendo alla musica contemporanea e quali sono i meccanismi che alimentano l’ideologia della  Loudness War.

 

Video: https://www.youtube.com/watch?v=eEuadgVwzF0

0 POST COMMENT

Send Us A Message Here