logo Hi Fi Time

/ Analog Sources / IL BRACCIO DEL GIRADICHI

IL BRACCIO DEL GIRADICHI

Andio Morotti on 18 giugno 2014 - 23:55 in Analog Sources, Arms/Bracci, Equipments, Reviews, Video

il braccio Andio Morotti Tri-Planar-silver_68 aperturaIL BRACCIO DEL GIRADICHI
by Andio Morotti

Io non so se, come sostengono alcuni, il braccio sia davvero il componente più importate tra i tre che costituiscono il giradischi analogico. So però che nessun fonorivelatore può suonare al top delle sue potenzialità ……..See more

 

 

 

logo Hi Fi Time

 

 

 

 

IL BRACCIO DEL GIRADICHI

di Andio Morotti

Io non so se, come sostengono alcuni, il braccio sia davvero il componente più importate tra i tre che costituiscono il giradischi analogico. So però che nessun fonorivelatore può suonare al top delle sue potenzialità se non è correttamente montato su un buon braccio dalla giusta massa a sua volta correttamente montato su una base come si deve.
La funzione del braccio – è quasi inevitabile cominciare da qui – è, in teoria, molto semplice: deve consentire alla testina di leggere con la massima scrupolosità possibile le informazioni contenute nei solchi del disco, tenendo ben fermo il corpo del fonorivelatore e lasciando libertà allo stilo ed al cantilever di compiere correttamente il loro lavoro.

 

 

il braccio Andio Morotti sme4Medium

Sme 4 Medium

 

 

 

In pratica, però, la cosa è piuttosto complicata da ottenere: il braccio deve muoversi con attriti minimi sia in orizzontale, per permettere al fonorivelatore di seguire i solchi dal bordo al centro del disco, sia in verticale, per assecondare le inevitabili ondulazioni del vinile oltre che per impostare il giusto peso di lettura. In più, deve rendere possibili le molteplici regolazioni per un corretto posizionamento della testina. Di qui è facile capire la necessità di un buon progetto, di una accurata lavorazione e di una attenta scelta dei materiali.

 

il braccio Andio Morotti Pluto Arm

Pluto Arm

 

 

In linea di massima, due sono le tipologie dei bracci: gli imperniati e i tangenziali. I più corretti sono senza dubbio i tangenziali, in quanto lavorano con la stessa modalità del bulino d’incisione, facendo scorrere la testina in linea retta dal bordo al centro del disco, mentre i bracci imperniati fanno compiere al fonorivelatore un movimento ad arco, generando, inevitabilmente, un errore radiale, o di tangenza che dir si voglia, per minimizzare il quale alcuni bracci hanno la canna a J o a S. Per quanto mi riguarda, pur riconoscendo la superiorità filosofica e sonica dei bracci tangenziali, non me ne sono mai innamorato. La slitta sulla quale è fissato il piccolo braccetto deve infatti scorrere sulla sua guida con attrito pressoché nullo: niente di meglio, quindi, che farla lavorare su cuscino d’aria. Ciò però significa compressori, pompe, tubicini…tutte cose lontane dalla mia concezione del braccio come di un oggetto senza parentele con l’elettricità. Capisco la scarsa ragionevolezza di questa posizione, ma – che volete? – al cuore non si comanda.

 

 

il braccio Andio Morotti Raven Acoustics arm

Raven Acoustics arm

 

 

 

Piuttosto, ho sempre amato i bracci a canna lunga che, come è intuitivo, fanno tracciare al fonorivelatore un arco molto meno accentuato di quelli a canna corta e, quindi, hanno un minore errore di tangenza. Ricordo l’ammirazione che avevo per lo SME 3012 R, che però per me è sempre rimasto nel libro dei sogni, soprattutto per la difficoltà di trovare, allora, un giradischi, tra quelli che mi potevo permettere, che ne consentisse il corretto montaggio. Molto più di recente, ho avuto modo di provare, e mi è piaciuto parecchio, il Klimo Lancellotto, sia per il suono veloce e autorevole, sia per l’originalità del progetto e per la massa che, nonostante la lunghezza della canna, è meno elevata di quella di molti suoi colleghi e perciò consente l’abbinamento con un più alto range di testine. La massa del braccio, infatti, ha una grande importanza per la scelta del fonorivelatore: le testine leggere e ad alta cedevolezza richiedono bracci a bassa massa, mentre le testine pesanti e a bassa cedevolezza amano i bracci ad alta massa in quanto sono in grado di supportarle adeguatamente.

 

 

 

il braccio Andio Morotti Alphason arm

Alphason arm

 

 

Dal punto di vista costruttivo, nei bracci imperniati una grandissima importanza ha l’articolazione, non tanto il tipo (a cuscinetti a sfera, unipivot, cardanica, a lama di coltello…), quanto la sua realizzazione, che deve davvero essere accuratissima. Poi c’è la canna, che deve essere rigida e non risonante. Così molte canne sono rastremate o internamente smorzate, oppure costruite con materiali di per sé non risonanti, come la fibra di carbonio.

 

 

il braccio Andio Morotti Linn EKOS452

Linn EKOS 452

 

 

Per quanto riguarda la forma, personalmente non ho preferenze: ci sono ottimi bracci a canna diritta (la maggioranza di quelli oggi in produzione), ma anche a J o a S. Lo shell, che un tempo era rigorosamente amovibile, oggi ha la tendenza ad essere integrato con la canna, in modo da migliorare la rigidità dell’insieme. Alcuni bracci, anche di alto livello, continuano però ad avere lo shell mobile e – aggiungo – a suonare benissimo. L’antiskating è un altro dispositivo importante in un braccio, anche se vi sono modelli, come il già citato Lancellotto, che ne fanno tranquillamente a meno. Tra i vari tipi di antiskating (a molla, a contrappeso, magnetico…) le mie preferenze vanno sicuramente a quello magnetico.

 

 

il braccio Andio Morotti 507esize

507 e size

 

 

 

Dal punto di vista sonico, l’influenza del braccio è particolarmente evidente nella dinamica, nell’equilibrio timbrico e nella pulizia. Ecco perché è importante che il braccio sia di buona qualità, correttamente installato e altrettanto correttamente abbinato ad un fonorivelatore a sua volta correttamente installato sullo shell. Anche nel caso che queste condizioni siano rispettate, le differenze soniche fra un braccio e l’altro sono, di regola, evidenti e, in alcuni confronti, anche molto evidenti.

 

 

il braccio Andio Morotti Pluto Arm

Pluto Arm

 

Provate, per esempio, ad ascoltare un The Well Tempered e un Pluto, tanto per parlare di due bracci “storici”: il primo suona morbido, caldo e vellutato, il secondo è un vero campione di dinamica. Ma anche tra modelli della stessa casa esistono differenze soniche, come, per esempio, fra lo SME IV e lo SME V, molto simili nella costruzione, ma con una nota di aggressività il primo e con una maggiore pacatezza e un migliore equilibrio il secondo, che, proprio per queste doti, è tra i miei beniamini.

 

 

il braccio Andio Morotti sme-v-totearm

Sme V tonearm

 

 

Tra i tanti bracci che ho avuto modo di provare, la maggioranza per le recensioni, altri perché montati sui miei giradischi, voglio ricordarne alcuni.

 

 

il braccio Andio Morotti Dynavector tonearm

Dynavector tonearm

 

 

Da sempre amo il Dynavector DV505, che purtroppo non ho mai posseduto, ma che considero non solo uno dei bracci ad alta massa migliori dal punto di vista sonico, ma anche un vero capolavoro di progettazione e di realizzazione. Per ragioni simili ho amato anche il The Well Tempered, che mi ha affascinato per la logica “leonardesca” della sua fattura e per la possibilità di eseguire alcune regolazioni, come quella dell’antiskating e dell’azimuth, in tempo reale, cioè mentre la testina sta leggendo i solchi del disco. Per diversi anni, poi, mi sono goduto il Grace G940, un braccio semplice e dal suono pulito e dinamico.

 

 

il braccio Andio Morotti The well tempered

The well tempered

 

 

Un altro mio amore è stato lo Stax UA-7/CF con la canna in fibra di carbonio. Lo ricordo come un braccio equilibrato, neutro ed impeccabilmente realizzato. Ma sono passati tanti anni…
Grande ammirazione e stima ho da sempre per i bracci Rega, dal più economico al più costoso, in quanto la casa inglese ha dimostrato, e dimostra, come sia possibile realizzare bracci dal rapporto qualità/prezzo e suono/prezzo eccezionalmente favorevole.

 

 

il braccio Andio Morotti 7-Rega-P7-con-braccio-RB-1000

Rega P7 con braccio RB 1000

 

La Rega, per quanto mi ricordo, ha cominciato con l’RB 300R e poi ha proseguito con il 250, il 700, il 900… perfezionandone la realizzazione, serie dopo serie, sulla base di una collaudata filosofia progettuale.

 

il braccio Andio Morotti Stax UA-9B_0

Stax UA 9B 0

 

 

Oggi, se non erro, il braccio più costoso (comunque meno di 2000 euro) è l’RB 1000R, mentre il 300 si chiama ora 301. Ma, sigle o non sigle, il discorso non cambia: buon suono, pulito e dinamico, e ottimo livello di costruzione. Un altro marchio che ho sempre apprezzato è Linn, ancora dai tempi del Basik e dell’Ittok, fino all’Akito, che ho posseduto per molti anni montato su un LP12, e all’Ekos, che ho avuto modo di provare anche di recente: suono equilibrato e dinamico. Un braccio che ricordo con piacere, e che mi è venuto in mente citando l’LP12, sul quale ho avuto modo di ascoltarlo spesso a casa di un mio amico, è l’ Alphason HR 100S, dal suono veloce e arioso.

 

 

il braccio Andio Morotti Linn Ittok arm

Linn Ittok arm

 
Ma devo evitare di lasciarmi andare ai ricordi, perché sono decisamente troppi i bracci che nel corso della mia vita audiofila mi sono piaciuti, a cominciare da quelli economici come il Mayware Formula V, per finire con quelli costosi come il Triplanar, interessante non solo per il suono, ma anche per la costruzione poco convenzionale.

 

 

il braccio Andio Morotti 15_ikedatonearm

Ikeda tonearm

 

 

Credo sia meglio chiudere ricordando due signori bracci che ho recentemente avuto modo di recensire: l’Ikeda IT407, a canna lunga a J di massa piuttosto elevata, capace di dare nettezza e autorevolezza al suono, nonché di sottolinearne l’accuratezza timbrica, e il TW Acoustics Raven 10.5, a canna diritta, di massa media, con lo shell che può ruotare su se stesso per ottimizzare l’azimuth e dal suono neutro e particolareggiato (naturalmente se il fonorivelatore e la base sono all’altezza).

 

 

il braccio Andio Morotti T W raven arm

T W raven arm

 

 

 
VIDEO

 

 

THE WELL TEMPERED TONEARM

SME V TONEARM

GRACE TONEARM

STAX UA70 TONEARM

REGA RB 300 TONEARM

LINN ITTOK TONEARM

LINN EKOS TONEARM

MAYWARE TONEARM

TRIPLANAR TONEARM

IKEDA TONEARM

il braccio Andio Morotti Tri-Planar-silver_68

 

 

0 POST COMMENT

Send Us A Message Here