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BAT VK-600 SE stereo amplifier – Giulio Salvioni

Giulio Salvioni on 11 marzo 2014 - 14:07 in Amplifications, Amplifiers, Equipments, mobileREPORTER, Reviews, Video, Video - Amplifications

BAT VK-600 SE 19 aperturaBy Giulio Salvioni


Titolo: BAT VK-600 SE stereo amplifier

La sigla BAT sta per Balanced Audio Technology, ovvero la tipologia circuitale bilanciata e differenziale che è alla base della gran parte dei prodotti di questa azienda americana……..

 

 

 

 

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BAT VK-600 SE stereo amplifier

 

 

La Video-Recensione di Giulio Salvioni

 

 

 

BAT VK-600 SE stereo amplifier . La sigla BAT sta per Balanced Audio Technology, ovvero la tipologia circuitale bilanciata e differenziale che è alla base della gran parte dei prodotti di questa azienda americana, fondata nella prima metà degli anni ’90 da due ex dipendenti della Hewlett Packard: Victor Khomenko e Steve Bednarski.

 

 

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La prima cosa che mi viene in mente riguarda la grande capacità dei progettisti russi di provenienza militare in ambito high end, considerazione confortata dalla ormai pluriennale convivenza con le elettroniche di Vladimir Lamm – che peraltro ho avuto il piacere di conoscere personalmente potendone così apprezzare la smisurata competenza – e con un finale BAT, precisamente il VK75-SE a valvole, che ho avuto nella mia catena d’ascolto principale per un paio d’anni.

 

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La seconda considerazione, che poco ha a che vedere con l’oggetto in prova, riguarda l’azienda Hewlett Packard che può essere considerata una delle grandi scuole dell’elettronica americana, infatti una moltitudine di tecnici e progettisti delle principali aziende, non solo in ambito hi-fi ma di elettronica di consumo in generale, provengono proprio da quel fertile contesto che si trova a Palo Alto, nel bel mezzo della Silicon Valley, rappresentato al meglio da istituzioni di altissimo livello quali la Stanford University e, in ambito industriale, da aziende quali la HP dove, val la pena ricordarlo, anche il compianto Steve Jobs mosse i suoi primi passi nel mondo del lavoro.

 

 

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Descrizione

Abbiamo già detto della configurazione bilanciata, ma vi sono altri due capisaldi nei progetti di Victor Khomenko (la VK presente nei nomi degli apparecchi): l’assenza totale di controreazione ingresso-uscita ed alimentazioni estremamente curate e sovradimensionate. Tutto questo e qualcos’altro lo si può trovare in questo finale a stato solido, che costituisce l’estremo alto dell’offerta dell’azienda californiana in questo specifico settore. Iniziamo con l’alimentazione dicendo che per ogni canale viene utilizzato un trasformatore toroidale da 1kVA, inoltre il suffisso SE indica che l’apparecchio è equipaggiato con i due moduli aggiuntivi denominati BAT PAK e SUPER PAK, fino a qualche tempo fa opzionali, consistenti in alcune schede sulle quali sono montati dei condensatori di elevata qualità il cui scopo è immagazzinare l’energia necessaria all’ottenimento delle straordinarie capacità dinamiche di questo finale. I dati di targa parlano di ben 300W su 8 Ohm e di 600 su 4 Ohm, il che mette in condizione l’apparecchio di pilotare senza difficoltà alcuna qualsiasi diffusore, anche quelli che presentano un andamento dell’impedenza assai tormentato e con picchi minimi elevati.

 

 

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Sempre sul versante tecnico è da citare, a mio avviso, il fatto che i dispositivi di uscita a stato solido utilizzati sono tutti Mosfet tipo N, piuttosto che coppie complementari di tipo N e P. La ragione, secondo il progettista, è da individuare nella inferiorità dei dispositivi di tipo P in termini di ampiezza di banda, velocità ed altre caratteristiche, che impedisce di fatto di realizzare delle vere coppie complementari. Altro aspetto interessante, e con questo concludo la descrizione tecnica, risiede nel fatto che i blocchi funzionali da cui è costituito sono soltanto due: un ingresso / buffer ed una uscita. Dunque una spasmodica, quanto difficoltosa in termini progettuali, ricerca della semplicità; infatti i finali vengono tipicamente realizzati mediante una sequenza di stadi di guadagno, mentre qui ve ne è soltanto uno.

 

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Nelle parole del progettista questo finale può essere comparato, quanto a semplicità dello schema circuitale, ad un valvolare single ended da sette watt ma con in più il vantaggio di essere privo dei trasformatori di uscita.

 

 

 

 

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Dal punto di vista estetico, sebbene quello del finale di grande potenza non possa essere considerato un tema che lascia ampio spazio al progettista per divagazioni stilistiche, questo VK-600SE si presenta piuttosto bene con alcune soluzioni che, nei limiti del possibile, ne ingentiliscono le forme.  Lo spesso pannello frontale è diviso in tre sezioni, due nere ai lati con l’estremità bassa leggermente incurvata, ed una in alluminio spazzolato al centro con incassato nel mezzo il bel tasto di accensione dalla forma allungata.

 

 

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Il pannello superiore si caratterizza per il ricercato andamento delle feritoie di ventilazione, mentre sui due fianchi troviamo le solite, ampie alettature di raffreddamento. Sul pannello posteriore troviamo una enorme maniglia che facilita di molto le operazioni di trasporto di questo finale che pesa ben 55 kg, i connettori d’ingresso solo di tipo XLR, la vaschetta IEC per il cavo di alimentazione, dei bei connettori per i cavi di potenza e dei trigger per l’accensione da remoto utilizzando altri sparecchi BAT.

 

 

 

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Ascolto

Veniamo ora all’ascolto di questo BAT VK-600SE che, per l’occasione, è stato inserito in un impianto così composto: pre Burmester 011, sorgente digitale per file ad alta risoluzione Max Research Interface, DAC Aqua Acoustics Quality La Scala MKII, lettore CD Aqua Acoustics Quality La Diva e diffusori GamuT El Superior 9,  il tutto cablato con cavi di segnale e potenza Sophos “Junctio”.

La prima impressione che si prova ascoltando questo finale riguarda l’estrema articolazione e profondità della gamma bassa, che si disvela in ogni situazione e con qualsiasi genere musicale.

 

 

 

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Con questo non sto riferendomi ad un basso debordante o eccessivamente in evidenza, sto dicendo invece che l’estremo basso di questo finale è solido, velocissimo e articolato; ciò significa che sia ad alto sia a basso volume è possibile seguire il programma musicale, quand’anche estremamente complesso, in un modo assai naturale e con una sensazione di immediatezza e fisicità quali raramente capita di ascoltare. Inutile dire che, date le doti di pilotaggio del  BAT VK-600SE, questa sensazione la si ritrova sempre indipendentemente dal diffusore che si collega: abbiamo provato con degli isodinamici Magneplanar piuttosto che con dei minidiffusori di pregio, il risultato è sempre lo stesso.

 

 

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Una altro aspetto che mi è piaciuto di questo finale è la notevole velocità sui transienti, che regala attacchi pronti e realistici, ma al contempo la capacità di gestire con autorevolezza il diffusore in modo da ottenere rilasci e tempi di decadimento altrettanto veloci e corretti nel dominio temporale; una caratteristica questa che dona alla riproduzione una notevole trasparenza che si traduce in facilità ed immediatezza di ascolto.

 

 

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L’estremo alto di questo finale, per certi versi, mi ha riportato alla mente quello del finale BAT a valvole di cui vi dicevo in apertura di articolo: senz’altro privo di quella caratterizzazione verso l’eccessiva levigatezza e lucentezza di certe realizzazioni a stato solido, manca forse di un pò di estensione, almeno come prima impressione.

 

 

 

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Proseguendo nell’ascolto ed alternando tracce di vario genere, se ne può apprezzare la correttezza e una certa grazia che non induce mai fatica in chi ascolta. Per quel che riguarda la scena acustica riprodotta, almeno rispetto ai miei riferimenti ed in questo particolare setup, ho notato una certa tendenza a proiettare il suono in avanti piuttosto che a collocarlo dietro ai diffusori; questo contribuisce ad una sensazione di trovarsi “davanti” all’evento sonoro piuttosto che a quella di sentirsene avvolti.

 

 

 

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Conclusioni

Non ho difficoltà a dire che questo BAT VK-600SE è un gran bel prodotto, che si va ad inserire nel gruppo ristretto dei finali di maggior pregio presenti sul mercato. Ciò detto – ma la considerazione vale per qualsiasi prodotto hifi – ne suggerirei l’ascolto prima di prenderne in considerazione un eventuale acquisto, visto che alcune sue caratteristiche potrebbero piacere assai o costituire per altri motivo di perplessità.

 

 

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Diciamo che non è un finale per tutti ma, accettandone la sua personalità, ci si può portare a casa, ad un prezzo sensibilmente più basso, un prodotto che poco o nulla ha da invidiare agli omologhi prodotti dei più blasonanti ed altisonanti nomi dell’high end mondiale.

 

 

 

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Caratteristiche tecniche

  • Potenza d’uscita su 8 Ω/4 Ω (meno del 0.2% THD): 300W/600W
  • Risposta in frequenza: 2Hz to 250kHz
  • Impedenza d’ingresso: 100 kΩ
  • Guadagno: 26dB
  • Dimensioni: 19″ x 9.5″ x 23″
  • Peso: 110lb.

 

 

Giulio Salvioni

 

 

 

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Autore:

Giulio Salvioni

 

 

 

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