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ASTRI ARIES A1

Andio Morotti on 22 aprile 2014 - 23:28 in Blog, Equipments, Loudspeakers, mobileREPORTER, Reviews, Stand, Video - Luodspeakers

Astri Aries A1 apertura con logo

 

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ASTRI ARIES A1

 

Video

 

 

By Andio Morotti

Astri Aries A1. La Astri è una dinamica e giovane azienda nata nel 2004 con caratteristiche e filosofia costruttiva volutamente artigianali. La sede è a Belforte del Chienti, in quel di Macerata. Sotto la guida del suo manager Alberto Sabbatini, ha immesso sul mercato un paio di linee di diffusori, l’ultima delle quali è, in ordine di tempo, la serie Aries: le A1, le A2, le A3, le A5, dove la cifra accanto alla A indica il numero delle vie, più un centrale (AC) e un subwoofer amplificato (AS12). È evidente l’intenzione della casa di mettere a disposizione degli audiofili una linea di diffusori che consenta la formazione di impianti di vario tipo, dal classico stereo ai sistemi multicanale.

 

 

 

Astri Aries A1 A1-Astri-Audio

 

Collocamento

In effetti le Aries sono studiate per essere collocate con grande facilità all’interno degli ambienti domestici. Le A1 e le A2, per esempio, sono dei veri “bookself”, cioè casse che chiedono di essere installate su scaffali e non su appositi stand. In particolare le A1, che sono le protagoniste di questa prova, hanno una notevole flessibilità d’impiego, in quanto possono essere utilizzate in un impianto stereo, magari insieme col subwoofer, oppure come diffusori surround in un sistema A/V, o come diffusori “da scrivania”, per ascoltare musica di qualità mentre si lavora o si legge. L’importante è che siano posate su un piano, in modo che i medio-bassi risultino rinforzati.

 

 

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FOTO 1 Le A1 hanno un design accattivante e sono realizzate con grande cura.

 

 

Io non sono mai stato un entusiasta dei diffusori monovia. Riconosco loro il pregio di un’eccellente coerenza, ma i limiti in gamma bassa e/o alta sono spesso un po’ troppo evidenti. D’altra parte è anche vero che apparecchi hi-fi senza limiti non esistono e, anzi, spesso sono proprio i limiti a determinare la loro personalità sonica. Ho quindi cominciato la prova delle A1 con un misto di curiosità e scetticismo. Sono infatti dei microdiffusori che utilizzano un altoparlante di 70 mm montato in un cabinet di 133 x 109 x 164 mm. Sembrano la sezione midrange di un tre vie. Infatti, sotto i 100 Hz c’è ben poco, mentre in alto, stando alla casa, la risposta arriva ai 16000 Hz.

 

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FOTO 2 L’altoparlante è un oggetto estremamente raffinato, creato appositamente per la Astri: la membrana da 7 cm in cellulosa, la sospensione in gomma, il cestello in pressofusione di alluminio e il magnete in neodimio.

 

ASTRI ARIES A1

 

Mi piace che siano piccole e filosoficamente molto lontane da quei monovia che montano il loro altoparlante in casse acustiche grandi, grosse e arzigogolate, che promettono, e non sempre mantengono, meraviglie agli estremi della banda audio. Il cabinet delle A1, invece, sebbene di ottimo design e di accurata realizzazione, è estremamente semplice: un parallelepipedo dagli spigoli arrotondati con l’altoparlante montato al centro di una delle facce minori. Il driver è un oggetto di qualità, espressamente costruito per questo sistema, con la membrana in cellulosa, la sospensione in gomma, il cestello in pressofusione di alluminio e il magnete in neodimio.

 

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FOTO 3 I morsetti dorati sono di buona qualità e possono accogliere anche terminazioni a banana.

 

Realizzazione

All’interno del cabinet, realizzato in multistrato da 10 mm, troviamo un’abbondante presenza di materiale fonoassorbente e, a ridosso dei morsetti, invece del cross-over, un filtro che ha il duplice scopo di linearizzare la risposta in frequenza e garantire un’emissione ottimale a 30 gradi, in modo da avere una credibile scena acustica anche se il diffusore non è all’altezza dell’orecchio di chi ascolta. I due morsetti sul retro sono di buona qualità.
Le prove si svolgono nella mia abituale saletta dall’acustica ottimizzata per mezzo di DAAD e Tube Traps. I diffusori sono posti su un ripiano dei mobili porta-elettroniche e vengono collegati, con cavi Fluxus, all’Onix A55, un integrato dal suono eccellente per nettezza e dinamica, ma ancora appartenente a una fascia di prezzo ragionevolmente compatibile con quella delle A1. Queste, infatti, costano 520 euro la coppia e l’Onix circa 600. La sorgente, invece, è il solito Sistema 192 della North Star.

 

IL suono

Vi dico subito che le Aries A1 se la cavano, nonostante le loro dimensioni, più che dignitosamente. Anzi, molto meglio di quanto mi aspettassi da due diffusorini monovia. È vero che in basso ci sono evidenti limiti, ma questi non sono tali da impedire il corretto godimento della musica, perché le A1 non li sottolineano in una sorta di vorrei-ma-non-posso. Fin dove arrivano senza forzare, il suono è inaspettatamente corposo e con una buona naturalezza. Effettivamente la riflessione sul piano d’appoggio aiuta e credo che anche il filtro faccia piuttosto bene il suo lavoro di linearizzare la risposte in gamma bassa. Sia chiaro: i veri bassi non ci sono, né per frequenza, né per potenza, ma i medio-bassi fanno del loro meglio per non farli troppo rimpiangere. E non credo che a diffusorini come queste Astri si possa chiedere di più.

 

 

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FOTO 4 L’elegante logo della casa è riportato su una delle facce maggiori del cabinet.
In alto le nostre Aries se la cavano più che bene. Sì, forse mancano un po’ di armoniche e forse l’ariosità non è da primato, ma gli acuti sono netti e definiti, equilibrati e timbricamente corretti. Ripeto: un risultato veramente apprezzabile.

 

 

Ma è la gamma media quella che maggiormente convince, sia per la naturalezza che per il dettaglio e la fluidità. E quando la gamma media è come deve essere, allora l’ascolto della musica è sempre piacevole e realistico. In più le A1 sanno sfoggiare, quando è il caso, anche un’apprezzabile dinamica che aiuta non poco il realismo.
Un’altra delle cose che apprezzo in questi diffusorini è che, nonostante il loro posizionamento non canonico, riescano comunque a generare una corretta scena acustica, stabile e alla giusta altezza, con gli strumenti e i cantanti di dimensioni quasi realistiche. Si vede che il famoso filtro funziona egregiamente anche per i 30 gradi. E così mi convinco definitivamente che queste Aries non sono solo dei oggettini da surround o da musica di sottofondo, ma possono essere utilizzate anche per la formazione di un vero impiantino da ascoltare con attenzione. Certo, non sarà il suono dei migliori diffusori hi-end, ma la enorme coerenza dovuta all’assenza del cross-over e l’estensione della risposta in frequenza lo rendono comunque godibile e sufficientemente realistico. Se i diffusori fossero nascosti, credo che sarebbe molto difficile intuire le loro dimensioni e la loro filosofia costruttiva.

 

 

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CARATTERISTICHE TECNICHE

Numero vie: 1
Altoparlante: a cono da 70 mm con membrana in carta, sospensione in gomma, cestello in pressofusione di alluminio e magnete in neodimio
Risposta in frequenza: 89 Hz – 18 KHz in asse 89 Hz – 16 KHz a 30°
Ampli raccomandato: 5 – 60 Watt su 8 Ohm
Sensibilità: 87 dB
Impedenza nominale: 8 Ohm
Peso netto: 1,3 Kg
Dimensioni: 133 x 109 x 164 mm
Prezzo: 520 euro la coppia

 

 

 

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Astri Audio
Costruttore: Astri – Via Torricella, 35 – 62020 Belforte del Chienti (MC) – Tel 0733906190 –
E-mail: info@astriaudio.com – Web: www.astriaudio.com

 

 

 

 

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